La Prima Torre Guaita, è la maggiore e la più antica delle tre rocche che dominano dall’alto la Città di San Marino.
Il suo nucleo centrale, che fu posto di guardia e rifugio dei primi abitatori del Monte Titano, risale al secolo XI ed è pertanto uno fra i più vetusti fortilizi d’Italia.

E’ caratterizzata dalla presenza di due cinte murarie difensive.
Quella esterna, coronata da merli e rinforzata agli angoli da torrioni angolari che furono abbassati nel corso del XVI secolo, faceva parte del primo girone di mura (Girone della Guaita) eretto a difesa dell’abitato.

La cinta muraria interna, la più antica, è dotata di un ingresso sopraelevato e racchiude al suo interno la Torre campanaria, gli alloggiamenti delle guarnigioni trasformate successivamente in carceri e la Torre della penna, l’antica torre di guardia che fu ricostruita nella seconda metà del XV secolo.

Nella sua struttura reca ancora le tracce dei successivi rifacimenti cui fu sottoposto il complesso difensivo.
Un pugnale scolpito su uno dei conci vicino al campanile e una iscrizione a caratteri gotici sul torrione orientale sono stati riconosciuti come simboli lasciati dalle maestranze comacine che nel XIII secolo ne eseguirono il primo restauro.
Le date 1481 e 1475 incise rispettivamente sull’arco della porta di accesso e sull’architrave di una feritoia ricordano gli importanti rifacimenti subiti negli ultimi decenni del XV secolo.

Tuttavia le numerose ristrutturazioni alle quali è stato sottoposto il complesso difensivo, soprattutto nei secoli XV e XVI, non ne hanno alterato in modo sostanziale l’aspetto, che rimane austero e disadorno.
L’ultimo restauro, effettuato intorno al 1930, ne ha consentito l’apertura ai visitatori.

Torre Campanaria

Costruito probabilmente intorno alla metà del XVI secolo, è un simbolo molto importante per il popolo sammarinese.

Nei secoli passati, la voce del “Campanone” chiama la gente proteggere il Paese nei momenti di pericolo; oggi ricorre le più importanti ricorrenze civili e religiose della Repubblica.

Dall’alto del campanile la vista abbraccia l’intera città, principalmente il Palazzo Pubblico e la parrocchia della cattedrale; in lontananza si vedono le propaggini dell’Appennino Romagnolo e sulle colline più vicine si trovano castelli, tra cui quello di Verucchio, appartenente alla famiglia Malatesta di Rimini, storici nemici dei Sanmarinesi.

Cappella della Rocca o di Santa Barbara

Un piccolo altare all’interno della torre sud era anticamente dedicato a Santa Barbara, protettrice degli artiglieri.

L’attuale chiesa, situata in prossimità delle mura esterne appena a sinistra della ingresso alla torre, fu costruito solo nel 1960.

Il piccolo edificio ha una forma semplice ed essenziale, e sulla porta è conservata una cornice scolpita preziosa proveniente dai ruderi di una chiesa del XIII secolo situata nel castello di Domagnano. All’interno, sull’altare in pietra, è posta l’effigie in bronzo di Santa Barbara con sei candelieri piramidali, appositamente realizzati nel 1979 dallo scultore fiorentino Bino Bini.

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